Praticando Yoga si parte si dal corpo, come mezzo di prima conoscenza, ma con la pratica via via il vero cammino lo intraprende la mente.
Questo avviene nel quotidiano.
Siamo troppi schiavi della mente, quando dovrebbe essere il contrario. La mente è un mezzo non un tiranno.

Laddove il corpo non può compiere il percorso di Asana (Posizione) la mente deve accettarlo e rimanendo in ascolto delle capacità in nostro possesso ci sarà di aiuto per costruire il proprio cammino personale.

Se non possiamo sederci a terra a gambe incrociate o in ginocchio, lo faremo su una sedia. Non ci sarà privato nulla.

Se i muscoli non si allungano quanto quelli di altri, non importa, li accompagneremo come possono a trovare l’allungamento ideale gradualmente.

Se nelle torsioni non ci avvitiamo, le creeremo a seconda delle capacità permesse.
La torsione è una torsione a prescindere da quanto ci si possa ruotare.

Se l’equilibrio ci manca, osserviamo cosa fare per stabilirlo e non giudicando perché non ci si riesce a stare.

Yoga è studiare se stessi: Ascoltandosi, guardandosi, sentendosi dentro.
Tutto è scritto dentro… di noi, si tratta di risvegliare lo stato di Coscienza, questo è il “fascino dello Yoga, questo è lo scopo dello Yoga.

 

Buon Cammino