Nella situazione di Shavasana, nella quale siamo in un processo di iniziazione all’ascolto dello spazio vitale individuale, procediamo a Uddyana Bandha, che ci porta a praticare l’inspirazione volontaria e lo stiramento del diaframma.

Alternando le gambe, una stesa, l’altra col ginocchio verso il petto, femore perpendicolare alla terra, la mani sull’articolazione sovrapposte, apriamo i gomiti, portiamo le spalle e le scapole a terra, il mento arretrato verso la gola, la nuca preme delicatamente a terra. Inspirando le mani premono e aiutano il petto a salire, solleviamo la cassa toracica come volerla separare dall’addome che si distende man mano che questa sale e così il diaframma all’interno si stira.
Attiviamo i muscoli profondi per far salire la cassa toracica, gradualmente riempiamo i polmoni quanto possibile, tratteniamo qualche istante e all’espiro sciogliamo, vivendo il naturale ritorno. Poi ripetendo la sequenza, prolungheremo questo percorso, al momento dell’espirazione svuoteremo questa volta parzialmente l’addome e contraendolo successivamente inspireremo per portare il petto ancora più su, addome molto allungato, e così poi dopo qualche istante a polmoni pieni sciogliamo.
In questa sequenza viviamo il respiro lungo la parte anteriore del tronco, dirigendolo dalla cintura addominale, salendo lungo l’addome fino alla cassa toracica, attraversando il diaframma, un muscolo “confine”, a forma di cupola, tra la zone dell’addome e il torace.
La sua origine è se stesso e va ad inserirsi alle coste – a partire dalla sesta, alle vertebre dalla L1 alla L4, al processo xifodeo e lo sterno; è in rapporto con polmoni, cuore, fegato, stomaco, milza, reni.
E’ un muscolo importante, definito respiratorio in quanto coinvolto nella respirazione addominale, all’inspiro esso si contrae e si abbassa dando maggior opportunità ai polmoni di espandersi. E’ coinvolto nello stato di benessere generale della persona, una sua scarsa funzionalità è causa di mal di schiena, dolore cervicale, iper-cifosi, stitichezza, gastrite, stati d’ansia e stress.

Successivamente a Buddhi Mudra si va a sperimentare il respiro sulla schiena.

Da Shavasana ci portiamo a Pawan Mukta Asana, con le ginocchia al petto, la schiena e Merudanda (colonna vertebrale) si allungano in linea con l’ asse della terra, le mani abbracciano le ginocchia e solo con il loro peso le portano in direzione del petto, così che i muscoli della braccia siano rilassati e altrettanto scapole e spalle, il tratto cervicale lo disinarchiamo portando il mento verso la gola.

Tenendo l’attenzione al respiro lo sentiamo scorrere spinto dall’addome, un po’ in chiusura, verso i fianchi e la fascia lombare e se siamo davvero in ascolto lo sentiamo raggiungere il pavimento pelvico e ancora più su lungo il dorso, le scapole e le spalle, percepiamo così un espansione dalla scintilla centrale verso i confini del tronco, un massaggio interno per gli organi e i muscoli del tronco, scheletro annesso.
Con questa scoperta capiamo maggiormente la presenza di una attività vitale involontaria e la stessa sarà ad accompagnarci in ogni percorso e tappa che andremo a raggiungere; identifichiamo il canale della spina dorsale, con l’aiuto della terra che lo aiuta a distendersi giovando del beneficio, lo stesso che vorremo vivere in ogni posizione del cammino a venire. Una colonna vertebrale distesa correttamente fa si che si possano creare spazi ossigenati e rilassati tra una vertebra e l’altra e creando un percorso armonioso permetteremo la liberazione del canale di Shushumna, il canale dell’evoluzione, che attraverso Merudanda (la colonna vertebrale), diffonde Kundalini, l’energia primordiale. Essa la si raffigura come un serpente addormentato, la Shakti – la Pakriti, materia, in stato di Tamas – inerzia, che si risveglia per correre verso il suo sposo, Shiva per riunirsi a lui, un ritorno al Purusha, il puro spirito.

Torneremo poi in Shavasana facendo il resoconto delle informazioni che ci sono giunte e le archivieremo nel nostro diario di bordo, in seguito saremo pronti per avanzare lungo il cammino yoga che ci attende attraverso Asana – posture e non solo, pratiche esperienziali Pranayama e fasi di depurazione attraverso il respiro – Shuddi.

 

© 2019 – La Radura del Loto aps – TESI:  “Yoga: In Viaggio Verso la Coscienza ” di Angela Bonalumi