Yoga

Sulla lentezza dello Yoga

La pratica Yoga è un cammino accompagnato dalla pazienza e dalla calma. E’ inutile avere fretta e arrivare al limite dello stremo per raggiungere una posizione finale. Piuttosto chiediamoci come ci sentiamo nel momento presente, se abbiamo tensioni, se siamo rilassati in ogni posizione o se stiamo abusando delle nostre forse o delle nostre energie. Nella pratica Yoga non è richiesto dimostrare a nessuno quanto valiamo e tanto meno mettersi in conflitto con noi stessi. Impariamo piuttosto ad ascoltare il corpo e permettere che l’intera struttura sia in asse, il radicamento saldo, le articolazioni non stressate. Questa comunicazione ci permette di capire come possiamo rapportarci con noi stessi, nel corpo, nella mente e anima, da qui parte il cammino che ci porta verso lo svincolamento dalla materia, il cammino dello spirito e della libertà. La libertà, dai condizionamenti della materia inerte.
Che poi non si abbia fretta riguardo al Prana, non è un ideologia. Il Prana è uno stato profondo, richiede un fine ascolto, è un percezione attiva molto attenta. Quindi, calma e domandiamoci se respiriamo, bene o per niente. Poche domande, ascoltiamoci e pratichiamo, tutto vien da sé, senza perdersi in troppi discorsi filosofici.

 

Lo Yoga è l’adeguata espressione e il metodo pienamente adatto a fondere insieme corpo e spirito fino a farne un’unità difficilmente contestabile,
e creando una disposizione psicologica che permette intuizioni trascendenti la coscienza.

(Carl Gustav Jung)

 

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